La correlazione tra i temi legati al mondo “informatico” e i vari aspetti della nostra vita comporta una deriva fortemente legale e le norme hanno solo preso atto di quella che è l’evoluzione “digitale” della società . Tale evoluzione va assecondata ma assolutamente non subita. La prima definizione di cui si ha traccia nella letteratura italiana di informatica forense la descrive come “la disciplina che studia l’insieme delle attività che sono rivolte all’analisi e alla soluzione dei casi legati alla criminalità informatica, comprendendo tra questi i crimini realizzati con l’uso di un computer, diretti a un computer o in cui il computer può comunque rappresentare una fonte di prova“.
L’informatica forense è quindi la disciplina che ricerca, identifica, acquisisce, preserva, analizza, presenta e valuta i dati digitali ai fini probatori, nell’ambito del diritto processuale penale o civile.
Quando?
L’informatica forense entra in gioco ogni volta che viene violata la sicurezza dei dati:
- frodi da parte di hacker e truffatori
- invio e condivisione illecita di foto, video, audio e documenti
- ricerca di prove in crimini di stampo terrorista o eversivo
- recupero di electronic evidences valide in Tribunale
- osservanza della normativa riguardo i diritti d’autore
- verifica degli accessi su siti web di gioco online illegale
- individuazione degli utenti delle chat e dei mittenti di e-mail finalizzate al phishing
- lettura di supporti di memoria digitale obsoleti (compresi floppy disk e CD)
- ricerca dei proprietari di websites italiani o stranieri sospettati di attivitĂ illecite.
Perché in azienda?
In campo aziendale, ci si può avvalere dell’informatica forense, in caso di:
- sospetto di abuso di potere verso gli altri dipendenti o, piĂą in generale, la tua impresa
- cancellazione di informazioni aziendali,
- omissione volontaria di dati contabili, minacce,
- mobbing nei confronti di colleghi, superiori o sottoposti,
- furti, favoritismi in cambio di tangenti
- emissione/accettazione di pagamenti in nero
- …

